•  

    Cenni Storici

    La Terra, sia nel Castello di Cicciano, che nella nostra Campagna Felice trovasi situata tra ‘l piano, e il piede del Monte del Castello di Rocca Raynola, lungi da circa un miglio e mezo dal venerando Santuario, e Terra di Cimitile, e da circa due dall’antichissima Nola, che per la salubrità dell’aere sotto piacevolissimo clima, per l’amenità di giardini, e fertilità de campi, lunga e sana vita agli abitatori conserva, più forastieri ha indutti a possedervi beni, e non pochi coloni a sudare nel suo Territorio.

    Non invidiosa di edifici dà l’abitazione a 1840 anime, di animi se non piena, mediocremente ornati di doti morali. Termina il suo confine colle pertinenze di Fajbano, Campasano, Resigliano, Rocca Raynola, Cimitile, Nola ed altri. E vien posseduta nella giurisdizione secolare dall’illustre Barone Don Fabrizio Testaferrata di fuori Regno, e nell’Ecclesiastica dalla Sacra Religione di San Giovanni Gerosolimitano il Maltese, e per essa dall’ illustre Fra’ Don Giuseppe Maria Cicinelli Commendatore.

    Al presente retta e governata da Luiggi Vitale e Domenico Taliento Eletti, che da sano consiglio drizzati, quanto ossequiosi veneratori, tanto esattissimi esecutori degli ordini reali emanati dal Re Nostro Signore, Dio guardi, per la formazione del presente Catasto, avanto me Notar Giovanni Tomaso d’Amato assunto per Cancelliere, coll’assistenza ed intervento delli magnifici Dottor Fisico Michele Vitale, Onofrio del Campo, Carmine, e Nicola di Luca, Giuseppe d’Avanzio, e Carlo Capoluongo cittadini per Deputati in publico Parlamento Eletti han dato fine ad esso per la maggior gloria del Sommo Motore, pronta obbedienza del nostro Regnante, e suoi Ministri ed utile del Commun Publico, oggi li 27 Agosto 1746.

    Dal Catasto Onciario di Cicciano del 1746.

    Le Origini

    Nell’anno 80 a.C., il console romano Lucio Cornelio Silla conquistò Nola, confiscò i terreni circostanti e li assegnò in premio ai propri veterani. Seguì una diversa organizzazione dell’intero territorio con la suddivisione degli stessi terreni in lotti uguali (centuriazione). Lungo e intorno ai principali assi viari tracciati dai Romani si svilupparono successivamente quasi tutti gli insediamenti abitativi della piana nolana. Dapprima semplici casolari, poi casali, villaggi, e così via.

    Per quanto riguarda Cicciano, i primi nuclei abitati furono almeno tre, distinti e separati tra loro:

    • Cicciano in senso stretto;
    • Curano;
    • Cutignano.

    Tracce della centuriazione romana sono ancora oggi riconoscibili nella parte più antica del paese. Si tratta di due limiti, orientati nord-sud, ugualmente distanti tra loro, costituiti da via Antonio De Luca e via Giacomo Matteotti, intersecati da altri, nel verso est-ovest, anch’essi ugualmente distanziati, costituiti da alcune traverse.

    Del periodo romano restano due altorilievi, un monumento funerario, un sarcofago e pochi oggetti di argilla ritrovati all’interno di una tomba.

    Il primo altorilievo è comunemente conosciuto come Pasquino. Rappresenta la figura di un uomo, senza gli arti inferiori e senza la testa, scolpita nel calcare. Per un lungo periodo è rimasto murato nello spigolo di un fabbricato privato ad angolo tra l’omonima via Pasquino e via Giacomo Matteotti.

    Il secondo altorilievo è simile al primo, la figura è ritta in piedi e misura un metro e settanta. Forse gli altorilievi facevano parte di uno stesso monumento o edificio.

    Il sarcofago è completo di un coperchio a doppio spiovente. Ha i quattro lati decorati. Sul primo lato lungo vi sono due grifi che sostengono una corona di foglie con all’interno una tabella circolare; sul secondo lato, due crani di bue che sostengono tre festoni incorniciati da bende; nel festone centrale vi è una tabella ansata mentre nei due festoni laterali la testa della Gorgone; i due lati corti sono simili con un tripode al centro, una faretra ed un arco ai piedi.

    Il monumento funerario è di forma quadrata, è alto circa tre metri ed ha una copertura esterna a cupola. La tecnica di costruzione è l’opus incertum, un tipo di muratura costituita di pezzi irregolari di pietra a vista.

    Domenico Capolongo nel suo libro Nola, l’Agro e Cicciano riporta notizie del ritrovamento di alcuni dolia in via Antonio De Luca, in via Olmo, in via Caserta e della scoperta di una piccola necropoli all’incrocio tra via Corpo di Cristo e via Bartolomeo De Stefano.

    L’origine del toponimo Cicciano è da ricercarsi nella forma citianum o cittianum, riconducibile, secondo il Capolongo, al nome romano Citius o Cittius, trasformatosi successivamente in cicianum o ciccianum.

    Analoga origine va indicata per Curano (Curianum, Coriarium) e Cutignano (Cutinianum, Cutilianum).

    I primi documenti che accennano ai tre abitati risalgono:

    • all’anno 703 o anno 748 per Fasulum o Cutinianum
    • all’anno 950 per Cicianu
    • all’anno 967 per Curanu.
    Torna all'inizio dei contenuti