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    Santo Patrono

    San Barbato è il Santo Patrono di Cicciano. Vescovo della chiesa cattolica, la sua commemorazione viene celebrata il 19 febbraio

    Biografia

    San Barbato nacque a Castelvenere (BN) nell’anno 602. Fu formato al ministero sacerdotale in un convento di monaci basiliani. Fu parroco di Morcone, dove iniziò a denunciare e combattere le ingiustizie ed i soprusi dei potenti ed il malcostume pubblico e privato imperante ai suoi tempi. La sua fama, oltre che dalle sue doti morali ed intellettuali, fu accresciuta dalla conversione di Romualdo duca dei Longobardi che Egli ottenne con l’aiuto di Dio. Il duca ed il suo popolo, infatti, era ancora dedito ad antiche pratiche pagane ereditate dai suoi avi. Vari e vani furono i tentativi del Santo, fin quando non si presentò l’occasione propizia. Costante II imperatore di Costantinopoli invase l’Italia meridionale per riunirla al suo impero ed in breve tempo giunse alle porte di Benevento. Il lungo e duro assedio provocò quasi la resa di Romualdo e della città beneventana, che fu scongiurata dall’intervento di S. Barbato che invitò il duca alla riconversione in cambio della ritirata dei bizantini. Proprio in seguito all’invito del Nostro Protettore e all’adesione di Romualdo al suo progetto, il nemico decise di abbandonare l’assedio. San Barbato fu nominato vescovo di Benevento per poter guidare come un padre il duca ed i suoi concittadini e si vide riconosciuti ricchezze e onori che prontamente rifiutò. Accettò solo la chiesa di S. Michele Arcangelo, compreso ciò che era nella giurisdizione di quell’episcopato, nel Gargano per poter restituire al culto quella zona devastata dai saccheggi. San Barbato trascorse altri diciotto anni come vescovo ed intervenne al Concilio Romano dell’anno 680. Morì il 19 febbraio dell’anno 682, all’età di 80 anni. Le reliquie del suo corpo sono sistemate parte nella Cattedrale di Benevento e parte nel Santuario di Montevergine (AV).

    ESTRATTO DELLA COPIA DELL’ATTO PUBBLICO DI NOMINA DI SAN BARBATO PROTETTORE DI CICCIANO, CONSERVATA DALL’AVV. CAPOLONGO GAETANO E FIRMATA DALL’ARC. CRISPO NEL 1927.

    L’ESTRATTO E’ CONSERVATO NELL’ARCHIVIO STORICO DELLA DIOCESI DI NOLA, FASCICOLO CICCIANO.

    Die decimonono m. s. Februarii millesimo septicentesimo quinto decimo Cicciani.

    Ad preces nobis factas nomine et pro parte magum Ioseph Passariello et Nicolai Foresta Electorum dicti oppidi Cicciani, accessimus ante Ecclesiam Sancti Petri dicti oppidi et cum ibidem essemus invenimus Mum. Rm. Franciscum Canantio, Gubernatorem eiusdem Oppidi et alios cives et particulares quam nomina sunt M. N. Michele Sussulano, Gio:Batta Sussolano, Bartolomeo Ravelli, Giuseppe Foresta, Lorenzo Capolongo, Antonio Sanseverino, Luigi Vitale, Antonio Vitale, Filippo Capolongo, Antonio De Luca, Tomaso Forino, Francesco Santoriello, Pietro Palumbo, Matteo De Luca, Carlo Viespolo, Geronimo Capolongo, Domenico De Luca, Nicola De Luca, Francesco Foresta, Andrea Delle Cave, Stefano Ruotolo, Antonio de Nardo, Nicola Ruotolo, Aniello Cafariello, Marco Antonio  Capolongo, Giovanni Peciullo, Gennaro Sanseverino, Felice Lantieri, Lonardo Pizza, Lonardo de Nardo, Giuseppe Ruotolo, Simone De Palma, Gio:batta Passariello, Antonio Passariello, Aniello Palumbo, Giovanni Fasulo, Nicola Fasulo, Andrea Ferraro, Michele Ferraro, Domenico Ciccone, Lorenzo D’Avanzo, Santolo Fasulino, Felice Miele, Giuseppe Crispo, Nicola Crispo, Nicola Vacchiano, Stefano Vitale, Luigi Russo, Luca D’Avanzo, Giovanni Covone, Antonio Stefano Nicola Pizza, Filippo Foresta, Vincenzo De Stefano, Matteo Marrone, Franco Antonio Maietta, Domenico De Luca, Nicola De Luca, Nicola Taliento, Vincenzo Imparato, Francesco Vacchiano, Giovanni D’Avanzo, Cesare Testa, Gio:Angelo Capolongo, ed altri – et referente dicto magnifico losepb Passariello Electo mg. detti signori miei sappiano loro sigg. come avendo avuta la sorte questa nostra terra di Cicciano, che il R.D. Giovanni de Nardo, nostro concittadino, per sua special divozione abbia eretta e fondata una chiesa ed ultimandola procurata bellissima statua in onore e gloria d’Iddio, e del glorioso San Barbato, chiamandolo in protettore della casata, e famiglia de Nardo, Capolongo e Santoriello.

    Ed essendosi il medesimo Santo Barbato degnato in più e diverse volte, ed occasioni operare, e dimostrare a prò di dette Famiglie, e di altri cittadini di detta terra di Cicciano, molte grazie, e favori, con dimostrarsi mirabilmente sempre propizio nelle loro necessità, e per la comune divozione, che tutti di detta medesima terra si è destato verso il medesimo Santo, con tenerlo nel cuore per lo PROTETTORE.

    E considerando anco noi dall’altra parte, che la protezione dei Santi Tutelari difende e custodisce da ogni contingenza maligna, così spirituale, come temporale, non solo le persone particolari, ma i popoli ancora, e paesi interi, che quelli eliggono, e con modo speciale a quelli si raccomandano, come l’esperienza quotidiana effettivamente dimostra: per questo acciò nei nostri bisogni e sempre possiamo avere appresso S.D.M. uno speciale PROTETTORE, abbiamo determinato aliggere per pubblico atto il prenominato SANTO BARBATO per NOSTRO PROTETTORE, affinchè continuandosi dal SANTO la sua efficace intercessione, come finìora ce ne ha fatto sperimentare evidenti segni, ed essendo da tutti acclamato per protettore ci mantenghi libera questa terra da qualsivoglia pericolo imminente, e da castighi, che possa mai la Divina Giustizia sdegnata de nostri peccati fulminare contro di noi; ed in segno dell’Amore promettiamo somministrarli ogni anno due libre di cera lavorata in candele nel giorno della sua festività. Che però si espone alle Signorie V.V. acciò dicano il loro parere, dove da tutti è stato acclamato per loro PROTETTORE e di detta Terra Specifice, et gmte, et nemine contradicenti.

    Ed all’incontro esso R. Sig. D. Giovanni de Nardo tanto in nome de la famiglia de Nardo, quanto in nome delle suddette due altre Famiglie da esso aggregate alla compadronanza di detta chiesa si compiace, che sempre e quando si farà la processione della Statua di detto Glorioso SANTO BARBATO, o per loro divozione, o per qualsivoglia necessità li signori eletti pro tempore di detta Terra possano, e vogliano portare due delli bastoni del Pallio, che ornerà detta Statua dalle più degne, riserbata però quella di mezzo per S. E. Rma, o per lo suo Agente pro tempore quia sic, rogantes. Pntibus Opportunis.

    Ab actis mei N.ris Francisci de Nardo Neapolitani Argmuis commoratis extracta est presens copia cum qua facta collazione concordate, meliori semper salva, et in fidem mei sub scripti rogatusque Signavi Francesco de Nardo.

    I segni di San Barbato

    Lungo le strade cittadine sono disseminate diverse edicole ed altri segni che attestano le devozione dei ciccianesi verso il Santo Patrono.

    Si ricordano di seguito brevemente la dislocazione delle edicole ed i nomi di coloro che ne promossero la realizzazione.

    1. Una prima edicola si trova nel cortile della Casa Comunale in Piazzetta S.Barbato ed  era già presente nel 1937. Probabilmente fu realizzata dallo stesso proprietario dello stabile Francesco Saverio Iesu quando abbatté i resti dell’antica cappella di San Barbato per edificare una civile abitazione. È stata restaurata dal Comune e dall’Associazione Pro Loco Cicciano il 19-2-2000. All’interno è allocato un dipinto su mattonelle, realizzato da Mirko Guida,  copia dell’originale che si trovava nell’edificio in via Concezione n. 19, donato dal proprietario Maresciallo dell’Arma dei Carabinieri Vincenzo Vacchiano.
    2. A pochi metri, in un edificio all’angolo tra via Mulimento e via Concezione, di proprietà della signora Elena Petraglia Martiniello e abbattuto nel 1982, era allocata un’edicola contenente un dipinto su “riggiole” raffigurante S. Barbato. L’edicola era stata realizzata per opera del signor Martiniello Antonio (23-1-1863 / 30-6-1940) e di sua moglie signora Gatta Marzia (9-9-1863 / 9-1-1941) tra il 1920-1930, anni cui edificarono l’abitazione. Non si conosce il nome dell’autore del dipinto.
    3. Proseguendo lungo Via Concezione si trovava un dipinto su “riggiole”, di cui non si conosce l’autore, che si trovava in un’edicola al primo piano di un edificio di proprietà del Maresciallo dell’Arma dei Carabinieri Vincenzo Vacchiano. Venne realizzato per opera della bisnonna del proprietario signora Chiara De Stefano (25-9-1868 / 2-11-1933) nell’anno 1929. Il dipinto è conservato dalla famiglia Vacchiano.
    4. In Via S. Barbato nella proprietà degli Eredi Antonio Foresta troviamo un’altra edicola. Fu realizzata all’incirca nel 1946 per opera della signora Orsola Covone (17-3-1883 / 4-6-1958) che commissionò il dipinto, olio su zinco, al pittore Gavino Crispo (5-9-1892 / 6-2-1987). Il 19-2-2002, ricorrendo il 1400° anniversario della nascita del Santo Patrono, il dipinto è stato riveduto dal pittore Aniello Crispo (9-3-1920), primogenito dell’autore, grazie all’impegno della famiglia Foresta e degli insegnanti ed alunni delle classi III A – B del 2° Circolo Didattico di Cicciano – Plesso “S. Barbato”.
    5. Sopra l’ingresso  della Chiesa di San Pietro Apostolo è posta una vetrata realizzata dalla Ditta Fiorentini ed inaugurata nel 1992 in occasione della riapertura della Chiesa dopo i lavori di restauro e consolidamento occorsi a seguito del terremoto del 1980.
    6. Un’altra edicola si trova al I Piano dell’edificio situato nell’angolo tra Corso Garibaldi e via Sant’Anna di proprietà della famiglia Napolitano-Murisco. Il dipinto su “riggiole” risale al 1908-1910 anni in cui il signor Murisco Giuseppe (16-5-1869 / 6-1-1942) e sua moglie signora Vacchiano Felicia fecero costruire il fabbricato. L’autore del dipinto non è conosciuto.
    7. Un olio su zinco realizzato nel 1935 dal pittore Salvatore De Luca (23-11-1917) su commissione della famiglia Vitale era sistemato nel portone d’ingresso della casa a corte posta in via Caserta n. 48. Attualmente il dipinto è conservato dagli eredi della famiglia Vitale.
    8. In via Caserta n. 51 si trovava invece la sede della Cooperativa Agricola “San Barbato” nata agli inizi degli anni 1960. La Cooperativa contava all’incirca 35 soci e svolgeva principalmente attività di commercio di fertilizzanti per i soci. Grazie ad un contributo della Federazione dei Coltivatori Diretti, la Cooperativa acquistò anche una macchina irroratrice. Il primo Presidente fu Salvatore Arvonio (17-12-1897 / 26-12-1980) e  la Cooperativa aveva il deposito in via Caserta nei pressi del Santuario della Madonna degli Angeli (oggi civico n. 266). Successivamente divenne Presidente Michele Vitale (8-7-1920 / 27-5-1988) e la sede ed il deposito furono trasferiti là dove è ancora conservata la tabella recante il nome della cooperativa che cessò la sua attività intorno alla metà degli anni 1970.
    9. Un dipinto su “riggiole” era allocato in un’edicola posta nell’edificio di proprietà dell’avv. Biagio Barbato Paolino in via Caserta n. 86. Il dipinto, di cui non si conosce l’autore, è stato realizzato per opera di  Francesco Antonio Glorioso (1-10-1874 / 31-12-1961) e  di sua moglie Vacchiano Michelina (16-10-1876 / 17-2-1962) nella seconda metà degli anni 1930. Attualmente è allocato nell’ingresso dell’edificio fatto ricostruire dalla famiglia Paolino.
    10. Ancora troviamo un dipinto su “riggiole”, di cui non si conosce l’autore, in via Cutignano n. 34 al I Piano dell’edificio di proprietà del signor Domenico Cavezza. L’edicola fu realizzata dal signor Cavezza Antonio (26-6-1872 / 2-1-1933) e da sua moglie signora Lucia De Luca (8-9-1878 / 9-7-1959) all’incirca nel 1920 anno in cui edificarono la loro casa.
    11. In un’edicola situata in via Nola nella proprietà della famiglia Mario Russo è posto un olio su legno. Il dipinto è stato realizzato dal pittore Giuseppe Attanasio (28-5-1972) ed è stato installato nell’edicola il 19-2-2001 grazie all’impegno della famiglia del proprietario, del Comune e della Pro Loco Cicciano. Sotto è ancora conservato un dipinto su intonaco raffigurante S. Barbato realizzato nel 1946 dal pittore Gavino Crispo (5-9-1892 / 6-2-1987) su commissione del Commendatore Nicola Russo (14-10-1892 / 10-3-1975).
    12. Nel territorio cittadino ci sono una strada ed una piazzetta che recano il nome di San Barbato. Nell’Archivio del Comune non sono conservati documenti che possano fornire indicazioni circa l’anno di attribuzione dei nomi. Il primo toponimo “Via S. Barbato” indica la strada che da via Roma (‘o vico ‘e Vint) porta “dietro Curano”, dove sorgeva la Chiesa di San Barbato fatta erigere da Don Giovanni De Nardo nel 1700, mentre il secondo “Piazzetta S. Barbato” indica la piccola piazza antistante l’antica chiesa, oggi sede del Comune.I
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