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I segni di San Barbato

Lungo le strade cittadine sono disseminate diverse edicole ed altri segni che attestano le devozione dei ciccianesi verso il Santo Patrono.

Si ricordano di seguito brevemente la dislocazione delle edicole ed i nomi di coloro che ne promossero la realizzazione.

  1. Una prima edicola si trova nel cortile della Casa Comunale in Piazzetta S.Barbato ed  era già presente nel 1937. Probabilmente fu realizzata dallo stesso proprietario dello stabile Francesco Saverio Iesu quando abbatté i resti dell’antica cappella di San Barbato per edificare una civile abitazione. È stata restaurata dal Comune e dall’Associazione Pro Loco Cicciano il 19-2-2000. All’interno è allocato un dipinto su mattonelle, realizzato da Mirko Guida,  copia dell’originale che si trovava nell’edificio in via Concezione n. 19, donato dal proprietario Maresciallo dell’Arma dei Carabinieri Vincenzo Vacchiano. 
  2. A pochi metri, in un edificio all’angolo tra via Mulimento e via Concezione, di proprietà della signora Elena Petraglia Martiniello e abbattuto nel 1982, era allocata un’edicola contenente un dipinto su “riggiole” raffigurante S. Barbato. L’edicola era stata realizzata per opera del signor Martiniello Antonio (23-1-1863 / 30-6-1940) e di sua moglie signora Gatta Marzia (9-9-1863 / 9-1-1941) tra il 1920-1930, anni cui edificarono l’abitazione. Non si conosce il nome dell’autore del dipinto. 
  3. Proseguendo lungo Via Concezione si trovava un dipinto su “riggiole”, di cui non si conosce l’autore, che si trovava in un’edicola al primo piano di un edificio di proprietà del Maresciallo dell’Arma dei Carabinieri Vincenzo Vacchiano. Venne realizzato per opera della bisnonna del proprietario signora Chiara De Stefano (25-9-1868 / 2-11-1933) nell’anno 1929. Il dipinto è conservato dalla famiglia Vacchiano. 
  4. In Via S. Barbato nella proprietà degli Eredi Antonio Foresta troviamo un’altra edicola. Fu realizzata all’incirca nel 1946 per opera della signora Orsola Covone (17-3-1883 / 4-6-1958) che commissionò il dipinto, olio su zinco, al pittore Gavino Crispo (5-9-1892 / 6-2-1987). Il 19-2-2002, ricorrendo il 1400° anniversario della nascita del Santo Patrono, il dipinto è stato riveduto dal pittore Aniello Crispo (9-3-1920), primogenito dell’autore, grazie all’impegno della famiglia Foresta e degli insegnanti ed alunni delle classi III A – B del 2° Circolo Didattico di Cicciano – Plesso “S. Barbato”.
  5. Sopra l’ingresso  della Chiesa di San Pietro Apostolo è posta una vetrata realizzata dalla Ditta Fiorentini ed inaugurata nel 1992 in occasione della riapertura della Chiesa dopo i lavori di restauro e consolidamento occorsi a seguito del terremoto del 1980.
  6. Un’altra edicola si trova al I Piano dell’edificio situato nell’angolo tra Corso Garibaldi e via Sant’Anna di proprietà della famiglia Napolitano-Murisco. Il dipinto su “riggiole” risale al 1908-1910 anni in cui il signor Murisco Giuseppe (16-5-1869 / 6-1-1942) e sua moglie signora Vacchiano Felicia fecero costruire il fabbricato. L’autore del dipinto non è conosciuto.
  7. Un olio su zinco realizzato nel 1935 dal pittore Salvatore De Luca (23-11-1917) su commissione della famiglia Vitale era sistemato nel portone d’ingresso della casa a corte posta in via Caserta n. 48. Attualmente il dipinto è conservato dagli eredi della famiglia Vitale.
  8. In via Caserta n. 51 si trovava invece la sede della Cooperativa Agricola “San Barbato” nata agli inizi degli anni 1960. La Cooperativa contava all’incirca 35 soci e svolgeva principalmente attività di commercio di fertilizzanti per i soci. Grazie ad un contributo della Federazione dei Coltivatori Diretti, la Cooperativa acquistò anche una macchina irroratrice. Il primo Presidente fu Salvatore Arvonio (17-12-1897 / 26-12-1980) e  la Cooperativa aveva il deposito in via Caserta nei pressi del Santuario della Madonna degli Angeli (oggi civico n. 266). Successivamente divenne Presidente Michele Vitale (8-7-1920 / 27-5-1988) e la sede ed il deposito furono trasferiti là dove è ancora conservata la tabella recante il nome della cooperativa che cessò la sua attività intorno alla metà degli anni 1970.
  9. Un dipinto su “riggiole” era allocato in un’edicola posta nell’edificio di proprietà dell’avv. Biagio Barbato Paolino in via Caserta n. 86. Il dipinto, di cui non si conosce l’autore, è stato realizzato per opera di  Francesco Antonio Glorioso (1-10-1874 / 31-12-1961) e  di sua moglie Vacchiano Michelina (16-10-1876 / 17-2-1962) nella seconda metà degli anni 1930. Attualmente è allocato nell’ingresso dell’edificio fatto ricostruire dalla famiglia Paolino.
  10. Ancora troviamo un dipinto su “riggiole”, di cui non si conosce l’autore, in via Cutignano n. 34 al I Piano dell’edificio di proprietà del signor Domenico Cavezza. L’edicola fu realizzata dal signor Cavezza Antonio (26-6-1872 / 2-1-1933) e da sua moglie signora Lucia De Luca (8-9-1878 / 9-7-1959) all’incirca nel 1920 anno in cui edificarono la loro casa.
  11. In un’edicola situata in via Nola nella proprietà della famiglia Mario Russo è posto un olio su legno. Il dipinto è stato realizzato dal pittore Giuseppe Attanasio (28-5-1972) ed è stato installato nell’edicola il 19-2-2001 grazie all’impegno della famiglia del proprietario, del Comune e della Pro Loco Cicciano. Sotto è ancora conservato un dipinto su intonaco raffigurante S. Barbato realizzato nel 1946 dal pittore Gavino Crispo (5-9-1892 / 6-2-1987) su commissione del Commendatore Nicola Russo (14-10-1892 / 10-3-1975).
  12. Nel territorio cittadino ci sono una strada ed una piazzetta che recano il nome di San Barbato. Nell’Archivio del Comune non sono conservati documenti che possano fornire indicazioni circa l’anno di attribuzione dei nomi. Il primo toponimo “Via S. Barbato” indica la strada che da via Roma (‘o vico ‘e Vint) porta “dietro Curano”, dove sorgeva la Chiesa di San Barbato fatta erigere da Don Giovanni De Nardo nel 1700, mentre il secondo “Piazzetta S. Barbato” indica la piccola piazza antistante l’antica chiesa, oggi sede del Comune.

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